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Nuova giunta al Comune di Ariano PDF Stampa E-mail
Mercoledì 15 Giugno 2011 00:00

 

Nella seduta consiliare di martedì il sindaco Antonio Mainiero ha varato una nuova giunta aprendo una nuova fase politica.

 

Il sindaco Mainiero è entrato in Consiglio aprendo la seduta con la lettura di un documento in cui si esplicavano le ragioni e le necessità del rilancio di una nuova fase amministrativa.
Escono dalla Giunta i pidiellini Giuseppe Mastandrea e Giuseppe Lo Conte, oltre a Nicola Castagnozzi ed entrano Carmine Peluso, che lascia lo scranno di consigliere comunale al subentrante Mario Manganiello, Luigi Cardinale e Lorenzo Lo Conte.

 

 

 
Referendum 12-13 giugno 2011 PDF Stampa E-mail
Giovedì 09 Giugno 2011 00:00

dal Corriere della Sera l’intervista a Pier Ferdinando Casini

di Andrea Garibaldi


Sui referendum del 12 giugno, l’indicazione numero uno del leader Udc Pier Ferdinando Casini è la seguente:

«Bisogna andare a votare. C’è un enorme distacco fra classe dirigente e cittadini, tra anziani e giovani, non aumentiamolo con posizioni tattiche. Noi diciamo: gli italiani devono informarsi bene sui contenuti dei quesiti referendari e poi partecipare, depositare nell’urna cosa pensano. Questa è la posizione che ci distingue dal centrodestra».

 

Andare a votare, va bene. Come?

«Ai due quesiti sull’acqua io voterò “no”. Contro l`abrogazione degli articoli della cosiddetta “legge Ronchi”».

 

Gli avversari di quella legge dicono che ha lo scopo di «privatizzare l`acqua».

«Totale falsificazione: l’acqua è un bene pubblico e non può che rimanere tale. In tutto il mondo l`acqua è pubblica e la gestione viene affidata in regime di concorrenza. Il problema, dunque, è la gestione del servizio, a fronte del dissesto del comparto idrico, degli immensi sprechi. Se non si favorisce l’ingresso dei privati, chi potrà fare gli investimenti necessari per il risanamento? Più concorrenza porterà migliore gestione e tariffe più basse. Oggi le nostre tariffe sono fra le più alte in Europa e ciò non tutela né le famiglie né le imprese. II punto chiave è l’idea di Paese che intendiamo costruire. Noi vogliamo cancellare le rendite di posizione costituite dalle aziende municipalizzate, non si può tornare ai regimi dilaganti dell’in house, aziende controllate al 100 per cento dagli enti locali. Negli anni 70 queste aziende facevano comodo, in molti casi, alla sinistra e oggi, probabilmente, fanno comodo alla Lega.».

 

Bersani ieri ha negato di aver promosso un uso tutto politico dei referendum. Ha detto che «i referendum non servono a dare un colpo al governo».

«Parlo per l’Udc: noi siamo nettamente contrari a un uso politico, a un uso improprio dei referendum indipendente dai contenuti specifici. Si fornirebbe un’opportunità straordinaria di rivincita a Berlusconi. Non è che per contrastare il centrodestra si debbano sostenere tesi superficiali e contrarie all`interesse del Paese».

 

Sugli altri referendum, qual è la posizione dell’Udc?

«Sul nucleare: noi abbiamo sempre detto che serve all`Occidente e all`Europa in particolare. Non si può far finta, però, che la tragedia di Fukushima non sia accaduta. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha deciso di uscire dal nucleare e non si tratta certo di una sovversiva. Quindi, diciamo: su questo tema occorre ascoltare la gente. Non diamo indicazioni di voto».

 

Il legittimo impedimento?

«Voteremo sì, per l’abrogazione. In Parlamento abbiamo sostenuto una proposta che limitava gli effetti della legge alle quattro principali cariche dello Stato. Hanno voluto estenderla a tutti i ministri ma, come si sa, il troppo stroppia».

 

 

 
Disamina voto amministrative 2011 - D'Alimonte (Sole24h) PDF Stampa E-mail
Domenica 05 Giugno 2011 00:00

 

Ritaglio stampa di un interessante articolo a firma di Robero D'Alimonte pubblicato sul "Sole24h" il 5 giugno scorso, in cui da un'accurata disamina del voto delle scorse amministrative si sottolinea il lusinghiero risultato raggiunto dal terzo polo.


 

 

 
De Mita e Gargani: analisi del voto PDF Stampa E-mail
Martedì 24 Maggio 2011 09:00

 

Ieri sera, all’ ”Hotel de La Ville” di Avellino, insieme all’on. Giuseppe Gargani, Ciriaco De Mita prendendo nuovamente le distanze dall’operato della giunta regionale e dal presidente Caldoro ha spiegato che “l’accordo di programma con il Pdl per il governo della regione Campania regge se è funzionale a risolvere i problemi, altrimenti salta”.

Ed ancora sul tema della sanità e dei rifiuti dice: “Siamo stati gli unici a fare proposte concrete, mentre il centro destra non ha fatto altro che riconfermare le scelte del centrosinistra”. E sul voto amministrativo in Irpinia De Mita ha sottolineato: “Girando per la provincia ho avuto la sensazione che la gente abbia capito che questo sistema di finto bipolarismo è alla frutta. Chi nega la fase di grande incertezza in cui l’elettore si trova al momento della scelta del chi votare o è cieco o non comprende” ribadendo dunque come l’orizzonte politico dell’Udc sia rivolto oltre il bipartitismo e verso il recupero di una tradizione cattolico-popolare: “Se vogliamo conservare la democrazia rappresentativa c’è bisogno di partiti che abbiano le loro radici morali nella storia e che siano capaci di proiettarle al futuro. Se non capiamo che siamo di fronte ad uno snodo delicato della politica italiana, allora non resteranno altro che i mutamenti di regimi tra i Berlusconi da una parte e i De Magistris dall’altra”.


Nel suo articolato intervento, dopo l’applauso con cui la folta platea degli intervenuti ha salutato la sentenza del Consiglio di Stato che stabilisce il suo reintegro nel parlamento europeo anche Gargani ha evidenziato le lacune dell’amministrazione regionale: “Pur avendo dovuto pagare le conseguenze della gestione Bassolino – ha affermato – credevo che Caldoro, che è una persona onesta, ed il fatto costituisce già qualcosa di rivoluzionario, avesse maggiore buonsenso. In Regione noi dobbiamo essere protagonisti, se dobbiamo portare avanti il programma con Caldoro allora lui non può non tener conto delle esigenze dei territori”.

Gargani è stato esplicito: “Mi pare che Caldoro non decolli, e che soprattutto non tenga conto di una realtà provinciale che è plurima”.

Emblematica, per l’europarlamentare, la vicenda dei tagli alla sanità irpina. “Paghiamo a causa di errori commessi  da altri – spiega – non certo per colpe nostre”.  
Gargani si è poi soffermato sull'analisi del voto: “Siamo alla fine di una transizione politica che parte da lontano da quando nel 98-99 il Partito Popolare Italiano non difese abbastanza la sua identità scegliendo prima la Margherita e poi il progetto del Pd. Quella è sta un’occasione storica mancata che ha eliminato per l’Italia qualsiasi possibilità di protagonismo sulla scia della grande storia della Dc. Nell’era in cui il populismo, il personalismo, la mancanza di spiritualità politica perdono presso le comunità, noi dobbiamo capire fino in fondo qual è la ragione profonda del nostro partito. Abbiamo fatto bene a non dare indicazioni di voto per i ballottaggi: non dobbiamo essere i puntellatori di un sistema bipolare selvaggio ormai in caduta libera. La nostra non è una posizione rinunciataria, ma frutto della volontà di fare chiarezza”.

 

 
Il Terzo Polo è una realtà PDF Stampa E-mail
Venerdì 20 Maggio 2011 00:00

 

Ritaglio stampa dell'intervista rilasciata dopo le elezioni amministrative 2011 dal leader centrista, Pier Ferdinando Casini al quotidiano "Il Messaggero"


 

 

 
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