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De Mita e Gargani: analisi del voto PDF Stampa E-mail
Martedì 24 Maggio 2011 09:00

 

Ieri sera, all’ ”Hotel de La Ville” di Avellino, insieme all’on. Giuseppe Gargani, Ciriaco De Mita prendendo nuovamente le distanze dall’operato della giunta regionale e dal presidente Caldoro ha spiegato che “l’accordo di programma con il Pdl per il governo della regione Campania regge se è funzionale a risolvere i problemi, altrimenti salta”.

Ed ancora sul tema della sanità e dei rifiuti dice: “Siamo stati gli unici a fare proposte concrete, mentre il centro destra non ha fatto altro che riconfermare le scelte del centrosinistra”. E sul voto amministrativo in Irpinia De Mita ha sottolineato: “Girando per la provincia ho avuto la sensazione che la gente abbia capito che questo sistema di finto bipolarismo è alla frutta. Chi nega la fase di grande incertezza in cui l’elettore si trova al momento della scelta del chi votare o è cieco o non comprende” ribadendo dunque come l’orizzonte politico dell’Udc sia rivolto oltre il bipartitismo e verso il recupero di una tradizione cattolico-popolare: “Se vogliamo conservare la democrazia rappresentativa c’è bisogno di partiti che abbiano le loro radici morali nella storia e che siano capaci di proiettarle al futuro. Se non capiamo che siamo di fronte ad uno snodo delicato della politica italiana, allora non resteranno altro che i mutamenti di regimi tra i Berlusconi da una parte e i De Magistris dall’altra”.


Nel suo articolato intervento, dopo l’applauso con cui la folta platea degli intervenuti ha salutato la sentenza del Consiglio di Stato che stabilisce il suo reintegro nel parlamento europeo anche Gargani ha evidenziato le lacune dell’amministrazione regionale: “Pur avendo dovuto pagare le conseguenze della gestione Bassolino – ha affermato – credevo che Caldoro, che è una persona onesta, ed il fatto costituisce già qualcosa di rivoluzionario, avesse maggiore buonsenso. In Regione noi dobbiamo essere protagonisti, se dobbiamo portare avanti il programma con Caldoro allora lui non può non tener conto delle esigenze dei territori”.

Gargani è stato esplicito: “Mi pare che Caldoro non decolli, e che soprattutto non tenga conto di una realtà provinciale che è plurima”.

Emblematica, per l’europarlamentare, la vicenda dei tagli alla sanità irpina. “Paghiamo a causa di errori commessi  da altri – spiega – non certo per colpe nostre”.  
Gargani si è poi soffermato sull'analisi del voto: “Siamo alla fine di una transizione politica che parte da lontano da quando nel 98-99 il Partito Popolare Italiano non difese abbastanza la sua identità scegliendo prima la Margherita e poi il progetto del Pd. Quella è sta un’occasione storica mancata che ha eliminato per l’Italia qualsiasi possibilità di protagonismo sulla scia della grande storia della Dc. Nell’era in cui il populismo, il personalismo, la mancanza di spiritualità politica perdono presso le comunità, noi dobbiamo capire fino in fondo qual è la ragione profonda del nostro partito. Abbiamo fatto bene a non dare indicazioni di voto per i ballottaggi: non dobbiamo essere i puntellatori di un sistema bipolare selvaggio ormai in caduta libera. La nostra non è una posizione rinunciataria, ma frutto della volontà di fare chiarezza”.

 

 

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